Riddikulus

Il mago levò la bacchetta e trasformò il drago in un comodino. Accadde così che egli fu il primo stregone ad essere ucciso da un mobiletto sputafuoco.

Non scrivere

Acquistò un’antica macchina da scrivere e gettò su di essa un incantesimo per farle riprodurre i testi digitati dal precedente possessore, che sfortunatamente era uno scrittore con il blocco che non aveva mai prodotto nulla.

Il maghetto

Lanciò un incantesimo per avvicinare a sé il libro che avrebbe voluto leggere. Si sbagliò, e lo trasformò in un drago obeso che cercò di librarsi in volo per incenerirlo, ma poi si accontentò di schiacciarlo con il proprio peso.

Non puoi scappare

L’illusionista si fece rinchiudere in una vasca colma d’acqua, legato, e visualizzò mentalmente il trucco che avrebbe sfruttato per simulare una fuga miracolosa. Ancora non sapeva che un rivale, invidioso del suo successo, aveva sabotato le attrezzature…

Ogni quattro

Un potente mago, sistemandosi in testa il cappello blu, agitò la sua bacchetta verso il cielo e ordinò agli astri luminosi di muoversi e di comporre una scritta per la principessa del Castello delle Nuvole.
“Ti amo”, dicevano le semplici parole di stelle.

#twiscrivo 4 – Grande mago!

Mezzanotte, buia e tempestosa. Un grande mago lanciò un potente incantesimo: la notte si mutò in giorno di Sole. In appena 6 ore.

Pubblico anche qui, visto che sempre di storie brevi trattasi, le tweet-storie che invio man mano al concorso “#twiscrivo”. Partecipate anche voi!

L’album dei supereroi

Un bimbo aveva un album di figurine dei suoi supereroi preferiti. Mese dopo mese nuovi personaggi si aggiungevano, e sempre meno ne mancavano per completarlo. Proprio quando ormai restava soltanto uno spazio vuoto la produzione cessò, e il bimbo pianse talmente forte che le altre figurine, impietosite, una notte si misero al lavoro e disegnarono per lui la loro sorella mancante.

Il piccolo diavolo

Il bimbo giocava con le chiavi dell’automobile del padre, mentre si recavano in tram verso il centro. La sorellina piagnucolava invidiosa «papà papà, così ti apre la macchina!», ma
l’adulto pose fine ai capricci rispondendo «no, piccola, siamo troppo lontani», sorridendo bonario.
Un ghigno malefico appena accennato si dipinse sul volto del neonato. «Ah sì?», pensò. «Vedremo…» ridacchiò tra sé, e con il potere magico proprio dei bambini che ancora non hanno perso la loro purezza, estese il raggio d’azione del telecomando.
L’auto, aperta e rubata, non fu più ritrovata.

Il superpotere di Robertino

Robertino, un bambino che sognava di diventare un eroe, un giorno ricevette la visita di un vecchio barbuto, dalla voce grave, che gli offrì la possibilità di ricevere un superpotere a sua scelta. Il bimbo ci pensò su, poi rispose: «se ne chiedessi uno, per un po’ sarei felice, ma poi desidererei soltanto gli altri. Vorrei averli tutti.» Allora il vecchio gli donò l’unico potere che permette di compiere qualsiasi impresa: la fantasia.